A volte è importante fermarsi.
Fare un passo indietro.
Restare in silenzio.
A volte è importante sentire le parole più che pronunciarle.
A volte.
A volte è importante chiudersi una porta dietro le spalle, con la dolcezza di ciò che è stato e la consapevolezza di ciò che si sta facendo.
A volte è necessario compiere un passo che non si sente necessario, ma si sente nelle gambe.
A volte si riguardano con orgoglio le emozioni vissute, a volte si lacrima per parole mai dette ma scitte, a volte si partoriscono consapevolezze, ruminandole.
A volte si sfoglia un diario come se di grani del rosario si trattasse.
A volte.
A volte non è facile chiudere un capitolo della propria vita...quando la pelle sa di salsedine e clorofilla, quando il sole sa restare alto fino a sera, quando tengo fermo il sorriso non avendone un reale motivo...
A volte non è facile, ma è importante fermarsi.
Dopo qualcosa più di un anno, dopo aver condiviso latitanze lavorative, slittamenti emotivi, gite su TNT verdi, umori, canzoni, sentimenti politici, sentimenti sociali e sentimenti e basta...
dopo aver detto di me più di quel che io stessa credevo di poter dire, dopo aver lasciato spazio ad ogni esserino presente nel condominio, dopo aver chiesto pedono, detto cavolate, sognato amore, pensato troppo...
non è facile fermarsi...
ma credo questo sarà un ultimo post.
Sentitissimo.
E passerò di qui – sì che passerò – a rileggere ciò che - non dicendo - ho scritto.
E passerò per ricordarmi di Damiani, Heraclitus, Silenes, Oirartnoc, AleksKuntz, Krepa, Howl, Tersite 31...e tutti gli altri che passando di qua, non conoscendomi, mi han conosciuta.
Consolata.
Rimproverata.
Accarezzata.
Coccolata.
Stuzzicata.
A voi...il mio più sentito abbraccio e le parole che fin qui ho scritto.