Marco che dire? Di te ho sempre ammirato il carattere, la forza, la volontà. Di te ho ammirato lo spirito, il sorriso, il carattere, la dedizione incondizionata, la tecnica e l'eleganza nel toccare ogni più insidiosa rotondità.
Di te ho ammirato l'essere un uomo concreto e la capacità di soffrire con dignità.
Marco, che dire? Ancora ti ricordo, solenne e imperioso...
hai varcato quel cancello e con impavida noncuranza ti sei diretto verso di me. Un balzo al cuore: paura o forse solo incertezza.
Ero poco più di una pulzella e tu già un uomo. La tua statuaria bellezza e la mia ingenua delicatezza, la tua imprudente mano sulla mia guancia ed io mentre ti porgo il mio più riuscito sorriso e il pudico rossore delle guance.
Marco che dire? Ho fatto chilometri per vederti allora e mi sono accontentata per anni di una foto insieme e di un allenamento visto a Milanello.
Ora vedi di ricompensarmi...
[certo che al resto...ci dovrebbe pensare la nostra squadretta, eh!]