Betazed

il pianeta immaginario che vive dentro di me
mercoledì, 30 aprile 2008

Grazie Agenzia delle Entrate

Come anticipato dal quotidiano «Italia Oggi», l'agenzia delle entrate ha reso disponibili i redditi dichiarati da tutti i cittadini italiani nel 2006. Basta cliccare su www.agenziaentrate.gov.it poi dalla home page cliccare sul link Uffici, quindi cliccare su «elenco uffici» e da lì a «elenchi nominativi dei contribuenti» e dopo un pochino di suspance (il sito è intasatissimo!) su «consultazioni elenchi dichiarazioni». A questo punto il gioco è quasi fatto: si clicca sulla regione della persona che si sta cercando, sulla provincia e sul comune e, dopo aver inserito un codice di sicurezza presente sulla pagina stessa, si scarica il file che contiene il dato cercato.
A questo punto avrete a portata di mano, occhio e malignità, una serie di notiziole interessanti: la categoria prevalente di reddito, l'ammontare del reddito imponibile, l'imposta netta e (per chi la l'ha), l'ammontare del reddito d'impresa...

Benone: quindi ho capito che se un tipo mi invita ad uscire prima devo chiedergli il comune di residenza e verificare che il suo “paniere dei beni†sia abbastanza grande da contenere i miei lussuosi desideri di femmina viziata.
Se poi, dopo lunga e attenta verifica, giungo alla conclusione che l'ammontare del reddito imponibile fa pendant con le mie bollette telefoniche, avrò a portata di mano anche un utile promemoria atto a ricordarmi il motivo per cui ho accettato di uscire con lui, anche quando mi terrà per tutta la cena a parlare di problemi alla prostata (giuro che non sto uscendo con Luciano Onder), nonché uno specchietto riassuntivo della data del suo compleanno (e di quella di tutti gli ex...nb: degli ex faremmo bene a non guardare il reddito per evitare crisi isteriche, azioni autolesionistiche, missioni di riconquista!).

Candidati (mariti) d'Italia, dunque: occhio alla prossima dichiarazione dei redditi!!!
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categoria: giochi, attualità

martedì, 29 aprile 2008

testa fra le stelle...

oro
Rimetto il naso all'insù, giusto a cercare Venere in trigono, Marte in sestile e qualche quadratura che non mi quadra...

Ariete (21 marzo - 19 aprile)
Il governo degli Stati Uniti spende per la guerra in Iraq più di 500mila dollari al minuto. Allo stesso tempo, la società petrolifera ExxonMobil guadagna 73mila dollari al minuto. C'è un collegamento tra le due cose? Qualche sospetto ce l'avrei, ma non ne sono sicuro. Quello che so per certo è che nelle prossime settimane, Ariete, potrai eliminare dalla tua vita le situazioni che somigliano al salasso economico degli Stati Uniti in Iraq. Sarà un momento favorevole anche per aumentare – come la ExxonMobil – le tue entrate.

Toro (20 aprile - 20 maggio)
"La forma più grave di povertà è la noia", sosteneva la mia insegnante Ann Davies. "L'inferno peggiore è non avere un obiettivo". Tieni a mente queste due frasi quando ti accingerai a svolgere il duplice compito che ti aspetta. In primo luogo, usa tutto il tuo ingegno per evitare le cose che potrebbero annoiarti. E poi sfrutta il tuo ottimismo e il tuo senso della disciplina per individuare uno scopo che ti permetta di raggiungere quello stato che i mistici definiscono "paradiso in terra".

Gemelli (21 maggio - 20 giugno)
Uno studio sulla musica pop condotto da un gruppo di sociologi dell'università del Colorado ha rilevato che le canzoni d'amore sono passate di moda. In particolare, nei brani interpretati dalle donne non si parla quasi più di affetto o di tenerezza, e i riferimenti all'amore sono sempre più rari. Anche gli uomini cantano sempre meno l'amore, e sono più che mai ossessionati dal sesso. Tutti preferiscono crogiolarsi nella sofferenza e nell'egoismo. Nei prossimi giorni, Gemelli, il tuo compito sarà contrastare questa tendenza: sii un prolifico genio dell'amore, un creatore di splendide collaborazioni, un devoto della dolcezza e della tenera intimità.

Cancro (21 giugno - 22 luglio)
"Alcuni uomini non diventano pensatori solo perché hanno una memoria troppo lunga", affermava il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. Dovresti riflettere su questa frase enigmatica, Cancerino. La tua capacità di aprirti a nuove prospettive non è mai frenata dai legami che hai con il tuo passato? È possibile che alcune esperienze a cui sei affezionato ti impediscano di reinventarti continuamente? Se la tua risposta è sì, è arrivato il momento di liberarti dei vecchi atteggiamenti. Cerca di ricordare meno e di essere più disponibile verso il futuro.

Leone (23 luglio - 22 agosto)
Esiste veramente il libero arbitrio o il nostro destino è determinato da forze che sfuggono al nostro controllo? T'invito, Leone, a riflettere su questa domanda da un altro punto di vista: forse alcuni individui hanno più libero arbitrio degli altri. Non perché hanno più soldi o una posizione sociale elevata. Ma perché se lo sono guadagnato eliminando i condizionamenti subiti durante la loro vita. Hanno seguito, cioè, il consiglio dello psicanalista Carl Jung: "Finché non ne prenderai coscienza, l'inconscio governerà la tua vita. E tu lo chiamerai destino". Medita su queste frasi, Leone, perché stai entrando in una fase del tuo ciclo astrologico in cui potrai avere un maggior libero arbitrio.

Vergine (23 agosto - 22 settembre)
Ho letto un cartellone pubblicitario che diceva: "Impara a divertirti in un modo che non lasci tracce nelle tue urine". Non ho capito a cosa facesse pubblicità, ma c'era la foto di un deltaplano e suppongo che consigliasse gli sport all'aria aperta come alternativa alle droghe. È un ottimo consiglio anche per te, Vergine. Nelle prossime settimane cerca di fare delle esperienze liberatorie ed esplora dei nuovi modi per divertirti in modo naturale: ti allontanerai da una strada che potrebbe condurti verso avventure caotiche e divertimenti decadenti.

Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)
Perché la gente fa sesso? Uno studio condotto dall'università del Texas ha scoperto che esistono 237 motivi diversi, da "volevo comunicare in modo più profondo" a "volevo aumentare la mia autostima" o "volevo avvicinarmi a Dio". Ho scoperto, Bilancia, che nelle prossime settimane i tuoi motivi per fare sesso saranno 25, contro la tua abituale media di otto. La logica suggerisce che andrai in cerca di esperienze erotiche tre volte più del solito. Se vuoi saperne di più sui 237 motivi per fare sesso, visita tinyurl.com/24av4j, tinyurl.com/22z9ep o tinyurl.com/346xxp.

Scorpione (23 ottobre - 21 novembre)
"L'opinione è la forma di conoscenza più bassa", afferma il pedagogo Bill Bullard. "Non implica responsabilità né comprensione. La forma più alta di conoscenza è l'empatia perché ci costringe a mettere da parte il nostro ego e a entrare nel mondo di qualcun altro. Richiede una forma di comprensione profonda, diretta a uno scopo, altruistica". In questo spirito, Scorpione, ti invito a rinunciare a tre opinioni, preferibilmente quelle più vaghe e meno motivate dalle tue esperienze personali. Ti sfido anche a condurre un esperimento settimanale per aumentare la tua capacità di empatia. Diventerai più intelligente!

Sagittario (22 novembre - 21 dicembre)
La tua gravidanza metaforica va avanti da troppo tempo. Ma niente panico: la tua mente partorirà presto un capolavoro. Intanto, per puro divertimento, potresti guardare un filmato al rallentatore di una rosa che si schiude. Ha già accelerato il parto di due donne che conosco. E ti suggerisco altri due trucchetti, anche se il lieto evento che aspetti è puramente simbolico. Il primo è andare in un posto dove sta per arrivare la tempesta. La saggezza popolare vuole che un calo della pressione atmosferica agevoli le doglie. Il secondo è procurarti degli anelli fatti con la coda di un serpente a sonagli. Due dei primi esploratori americani li diedero alla loro guida indiana Sacagawea che stava per partorire e affrettarono l'arrivo del bambino.

Capricorno (22 dicembre - 19 gennaio)
Ho tre messaggi per te. Può sembrare che non abbiano niente a che vedere l'uno con l'altro, ma a metà della prossima settimana ti accorgerai che in realtà sono intimamente collegati tra loro. 1) A meno che tu sia stato allevato nei boschi dai tassi, è il momento ideale per vivere una seconda infanzia. 2) È arrivato il momento di avviare un progetto coraggioso che sarebbe sembrato impossibile alla persona che eri un anno fa. 3) Chi non ha sposato la tua causa pensa che ti siano venute delle manie di grandezza. Le persone che hanno fiducia nelle tue potenzialità sono convinte che le tue non siano solo delle illusioni, ma delle fantasie realizzabili.

Acquario (20 gennaio - 18 febbraio)
I lampioni dell'università statale di San Francisco fanno una luce azzurrina. Non è solo un tocco estetico. Tra tutti i colori, l'azzurro è quello che si vede meglio attraverso la nebbia, che è molto frequente da quelle parti. Nelle prossime due settimane ti consiglio di mettere una lampadina azzurra in un punto importante della tua casa. Ti ricorderà che dovrai navigare tra le tenebre mentali e le foschie emotive. Ma con l'illuminazione giusta, non ti lascerai sviare e non dovrai rallentare neanche un po'.

Pesci (19 febbraio - 20 marzo)
Il Washington Post ha dato un compito ai suoi lettori: scrivere una frase da far scorrere sul gobbo del presidente George W. Bush durante un discorso importante. Ecco alcuni suggerimenti: "Mi impegno a mangiare un gattino a colazione ogni mattina", "La tendenza al riscaldamento globale si potrebbe invertire se tutti capovolgessero i loro condizionatori" e "Vorrei annunciare la mia conversione all'islam". Ti avverto, Pesci, che stai per ficcarti in una situazione simile. Se non stai attento, finirai per dire cose che non pensi o per esprimerti in modi che non riflettono i tuoi sentimenti. Fa' di tutto per evitare che accada, concentrati bene e cerca di comunicare con la massima chiarezza e sincerità.
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categoria: oroscopo

lunedì, 28 aprile 2008

Amarcord

Almeno una volta al mese dovrei concedermi giornate così. Con lo sguardo gravido che annaspa tra pensieri troppo leggeri per rimanere ancorati a terra.
Billy Joel ed il suo Vienna nelle orecchie, mentre alzo lo sguardo che si è inerpicato tra le fughe delle piastrelle.
Penso ad un rientro in auto, due brindisi, la Nastro Azzurro in mano ed il mio Magister Vitae in un bar di periferia, poi a qualche vecchietto maldestro e alticcio con il quale fermarsi a parlare e tornare alla macchina con il naso dentro il cappotto e lo sguardo a scrutarsi.

E poi via a casa che è già troppo buio per dormire.

Colazione con tre saccotini, caffè mai troppo nero e sulla pelle una felpa grigia a protegge dall'aggressiva bellezza del mare oggi, a proteggere dal tenero abbraccio dei miei TomTom e VinoSuperiore che con le loro mani gemelle mi hanno accolto ancora una volta come allora, a protegge dalla salsedine che basta sulle labbra...da succhiare, per adesso.
E poi parlare un po'con Kamilla e pensare ai tragitti su un F10 bianco, ai diari sempre troppo carichi di ragioni, alle telefonate a tempo indeterminato. E poi parlare oggi con lei e pensare alle fedi, al vestito bianco, al ristorante, ai “papabili†per testimoniare al mio fianco in nome di un amore che ho visto nascere, al quale ho visto infrangere gli argini, dal quale ho visto esplodere emozioni e nel quale ho visto implodere precedenti certezze, impegni, mutui.

E parlare mentre scelgo un punto cardinale, un orizzonte, il mio miglior sorriso.
Chiudo gli occhi e penso alla più riuscita foto di Herb Ritts, li riapro e sono ancora lì.
Sono ancora lì quando la consuetudine inizia a piacermi, quando l'ho intrisa di stupore, quando non fa più male.
Sospesa. Indifesa. Ma inscalfibile.
In vita non per insulsa diplomazia. Ma per diletto.

Dopo qualche giorno di nessuna domanda ad incalzare, debutto nel più dolce caos.
Le ore insonni pesano prepotentemente su di me.
Sostituisco una notte alla successiva.
Desideri in conclave, resistenza passiva, esposizione imprudente, anacoluto emozionale o forse solo nostalgia preventiva.

Ed ora ho ricordi di un torneo di calcetto e di un campetto che di sintetico ha conservato solo le emozioni;
ricordi di I'll Take the Rain ascoltata fino alla stanchezza ed al perdono;
ricordi di una TNT verde e di verdi sogni nel diametro di luce dei fari sull'asfalto;
ricordi di piacevoli e sprovvisti incontri all'ingresso di un hotel lustro di fantasiose architetture emozionali;

ricordi di ciò che scorrendo non è mancato di restare.
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categoria: ricordi, identità, slittamenti emotivi

giovedì, 24 aprile 2008

2046

2046

Guardo i titoli di coda e mi chiedo come ho fatto a non vederlo fino ad oggi.

Io che vivo dei ricordi dei miei amori, io che non sono mai stata capace di ferire chi ho amato - anche solo in bagliori di un passato remotissimo -, io che porto ogni incontro come cammeo sul collo nudo, io che penso che una camera d'albergo sia un intersezione di insiemi di vissuto, io...non potevo non lasciarmi conquistare da 2046 di Wong Kar Wai.
Un 2046 come luogo di memorie felliniane o labirinto che conduce nel desiderio e nella memoria, un 2046 che è una stanza d'albergo ed un amore non vissuto, un 2046 che è intelaiature e racconto che si ibridano tra passato e futuro.

Estrema capacità di raccontare l'amore, quella di wong Kar Wai. Amore che è lamento, amore che consumazione di noi stessi, amore che è sensuale erotismo, amore che è atto mancato, anche.
Altissimo manierismo, musiche evocative, tacchi e calze di seta, pettinature cotonate e abiti che stringono fianchi sinuosissimi.
Mistero e nobiltà in ogni inquadratura. Immagini ferite da tagli di abili e consapevoli mani.
E donne che sanno portarsi addosso la loro eleganza e la loro femminilità. Donne che sanno che una lacrima può essere cornice discreta di un volto disteso. Donne che hanno la delicatezza e la fragile bellezza delle bianche e morbide porcellane.

Ed è forse anche vero che c'è parte di stucchevole banalità nelle frasi e nei quesiti proposti, ed è forse anche vero che ad un tratto sembra che il disco si sia irrimediabilmente incantato, ed è forse anche vero che ad un tratto ti senti spaesato nella ripetizione delle scene e annebbiato tra i fumi di sigarette mai spente...eppure tieni salda la presa e continui a lasciarti incalzare.
Credi di perdertici o di soffocare, mentre scopri che è iniezione intramuscolare, che te lo senti dentro e che ti schiaccia lo stomaco.
Un film dei sensi, della percezione, del desiderio, dell'intimo dolore.

Film claustrofobico che riporta agli amori passati, ai ritorni, agli abbandoni, al vuoto.
Immagini che lasciano spazio puro agli incubi e alla memoria.

Ed io, come femminile trasposizione di Chow Mo-wan, scrivo storie di un passato futuribile e mi porto dietro figure che son state parte di ciò che oggi tocco sotto i miei stessi fianchi.
Io, come femminile trasposizione di Chow Mo-wan, ho una stilografica sopra un foglio di meravigliosi intrecci vissuti e mai inseguiti.
Io, come femminile trasposizione di Chow Mo-wan, cerco nel passato un futuro da raccontare, un presente da conquistarmi.
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categoria: film, serate, arte

mercoledì, 23 aprile 2008

...La casa dov'è?

Ieri sera abbiamo festeggiato l'acquisto di casa di Memento.
E allora penso che forse ci dovrei pensare anche io a fare il medesimo passo.
Perche è ridicolo vivere ancora come una studentella, quando studentelli non si è più;
perchè sarebbe bello tornare a riprendersi totalmente il proprio spazio come ai tempi di Sxxxxxx (nome città), ma magari in un posto altro rispetto a quello e con significazioni altre;
perchè ho 27 anni e non ha senso costruirsi la casa delle barbie con mobili Ikea, incensi ovunque e senza un posto dove parcheggiare i miei borsoni;
perchè comprare casa per 6.000 euro al metro quadro, non è la mia massima aspirazione, ma forse devo cominciare a pensare che l'aspirazione va calibrata sulle realtà che mi si presentano.

E la realtà è che questo è il prezzo, cavolo.
Questo è il prezzo per l'indipendenza, il prezzo per scoprirsi un po' più grandi, il prezzo per non dover pagare 520 euro di affitto ad un padrone di casa che non so neanche se abbia una BMW X3 Futura o una 911 Cabriolet (oltre a non sapere che faccia abbia)...

Questo è il prezzo per cominciare a vedere oltre il momento e farlo con entrambe le maniche rimboccate, con responsabilità e capacità di gestire il rischio.

E allora penso che forse ci dovrei pensare anche io.

ANCHE se questo è il prezzo da pagare...
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categoria: casa, trasferimenti, cattiva novella

martedì, 22 aprile 2008

Guarda come piove...

Complice vino e limoncello, complice un fragoroso temporale primaverile, complice l'odore di caldo del forno...mi vizio nel trasporto di chiacchiere tra amici.
In casa, mentre invoco Persefone ed il calore del sole sulla pella, mentre scopro la meraviglia del tamburellare della pioggia sui resti di un pranzo in balcone solo ieri, io con garbo mi dedico ad esserini meravigliosi che completano la cura della mia cena.
E la sedia di plastica troneggia fuori, a terra, nel buio..ed io canticchio e seguo una musica che ascolto, ma non conosco.
Una inerzia dignitosa e narcotizzante, adesso che sof-fermarsi è esigenza in stato di realizzazione.

Poi guardo fuori e penso che anche da sola il buio non mi ha mai fatto paura.
Penso alla fascinazione, penso alle sfumature della notte, penso che la primavera sta alla pioggia, come il liquore alle torte di vecchi compleanni a poche candeline e poco fiato per spegnerle.
Penso ai miei occhi bassi quando si parla di lacrime sopite ed al mio più riuscito sorriso quando si lascia spazio alle creazioni emotive.
Penso che vorrei una macchina da scrivere per completare questo ritmico e cadenzato scandire le parole.
Perchè le parole ora mi spingono i polpastrelli caldi: ed ho parole di estrema follia, parole di pungente urgenza...quelle stesse che a volte ho portato con me a casa tornando dal Caffè della Conca, quelle che ho carezzato su una Pegeut decapottabile con l'aria che le filtrava, quelle che ho improvvisato su note dei Gotan Project, quelle che ho sussurrato guardando dalla finestra il più bel Lungotevere che esista....

e se mi ubriaco mi viene sete. Ed ho sete di risate, progetti, ricordi.
E se mi ubriaco mi rimprovero per le poche volte in cui mi siedo alla scrivania a scrivere.
Mi rimprovero per aver fatto troppe kazzate nella mia vita, ma anche per averne fatte comunque troppe poche.
Mi rimprovero perchè l''impronta della mia adolescenza non è stata un principio, ma la causa del mio disincantato e cinico sperare ancora.
Mi rimprovero, perchè credo che perdere tempo nei rimproverarmi non sia il mio più riuscito mestiere e che mi riesce meglio il sorridere.
E allora mi do una pacca sulla spalla, con lo stile che hanno solo i grandi amici, sapendo di potermi comunque ancora perdonare. E lo faccio, mentre avvolta nel mio maglione preferito, prendo un altro bicchiere, con gli occhi stanchi ed i pensieri lenti a raccogliere.

E complice il vino ed il limoncello, io un po' me ne disinteresso.
Abbastanza ebbra per lasciare scorrere l'acqua con la gioia di vederglielo fare;
abbastanza sobria per desiderare di vedere l'immagine lunga della mia ombra nel pomeriggio di domani.

Mi lascio sgorgare.
Copiosa.
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categoria: casa, identità, condominio interiore, slittamenti emotivi

lunedì, 21 aprile 2008

Rassegna Stampa

LETTURE: Dopo una degustazione di Banana Yoshimoto che ci ha lasciato sobri di passione e trasporto, mi dedico a Tondelli...sperando che sappia riaccogliermi in un febbrile snocciolamento di pagine...

LETTURE ALTRE: quella in Feltrinelli ieri mattina...per i miei piccoli lettori. Sempre coinvolgente, mentre io mi scopro sempre più cartone animato, ologramma ai loro occhi, sogno, immagine...Loro mi guardano, sgranano gli occhi, mi tirano la maglia per richiamare la mia attenzione, si siedono sulle mie ginocchia...ed io sorrido. Perchè sto bene...

PROMEMORIA: Fare assolutamnte una visita oculistica: o voi vi scolorite o io sto perdendo decimi!

LAVORO: non devo più sposare Piersilvio...e questa è una ottima notizia!

ANEDDOTI: giovedì sera musica dal vino al Fonclea (stendo un velo pietoso sulla posizione del locale che mi ha riportato alla mente novelle e arcaici misteri!) con la splendida performance di due russi che pagano da bere a tutto il locale. Però...quasi quasi ci vado più spesso!

APPUNTAMENTI MANCATI: quello al Fuori Salone. Spero che TomTom, Dico e gli altri sappiano perdonare. Io non me lo perdono. Io so cosa è stato per noi un anno fa questo evento: il Tunnel, le feste di Esterni, la cena con la Ventricina, il shake a fiumi, un architetto declassato...ma soprattutto il saluto prima della mia partenza alla volta della capitale!

VISIONI: al cinema a vedere il piacevolissimo film con Valerio Mastrandrea (Non pensarci). E“NON PENSARCIâ€, è stato appunto anche quello CHE HO PENSATO...mentre concludevo la seratata fatta di cena e post cena con due olandesi che parlavano lingue ostili. Divertente prestazione oratoria, la mia.

INCONTRI REALI E VIRTUALI: Baldo. Un uomo, una pizza. Ovvero il mio miglior pizzaiolo perugino. Un piacere ritrovarlo!!!

SONNAMBULISMO: sarà una strana forma di sonnambulismo quella che mi ha portato a vagare nelle ultime notti in giro per la roma da bere e da mangiare?

CENE: Questa volta la cena da Isidoro ci ha delusi...

SPORT: Dal lavoro arrivo a Termini e poi a passo svelto verso casa (1900 metri) ogni giorno

IL MIO OSTELLO DELLA GIOVENTU': dal 29 al 2 avrò da me “il Giò†(direttamente da Milano) ed “il Massi†(direttamente dal Cnes di Parigi). Ovviamente fungerò da Cicerone a quanti altri vorranno aggiungersi al mini tour turistico...

PROGRAMMI: cercare di capire quando, come, perchè, con quale mezzo, in quali giorni...dirigermi al Salone del Libro

FUORI PROGRAMMA: ieri sera al Circolo degli Artisti...piacevole serata non prevista (io avevo previsto solo una gran bella dormita!), con tanto di presentazione di un film autoprodotto, birretta, qualche foto e grasse risate...
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categoria: rassegna stampa

giovedì, 17 aprile 2008

A pelle nuda

Come trattenere il fiato e sentirsi sciogliersi le ossa.
Come sentire l'acqua entrare nei polmoni, mentre ostinato stringi i denti.
Cercare l'armistizio e voler mantener saldi i principi.

Perchè arrivi ad un punto e pensi che la cautela possa essere messa in pausa, pensi che non ci sia ragione per quella ostinata prudenza, non un motivo per qull'abrogazione di parole...
una passione che travalica la calma melmosa e densa.
Una passione che travalica imperturbabili dislivelli.
Vuoti.

Una ennesima deriva che non manca di scolpire i fianchi.

E poi solcare con i polpastrelli il tramonto.
Come angoli concavi e convessi di un corpo nudo al quale per pudore non si osa avvicinamento impulsivo, sottolineo con lo sguardo e indago alla ricerca di una penetrante assonanza.

In un concentrato in prosa, sfoglio le mille linee della mia figura.
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categoria: identità, condominio interiore, slittamenti emotivi

mercoledì, 16 aprile 2008

Casa numero 3

E visto che a “causa†di una lettura in feltrinelli, non potrò partire alla volta di milano, del salone del design, del mio meraviglioso TomTom, della mia Dico, della mia combriccoletta di festaioli in viale Papiniano, delle cenette da Seven...bè, preso atto di questo e non ancora metabolizzato il senso di sfiga che vuole che due eventi vadano sempre a sovrapporsi sulla mia agenda...mi decido a parlare di qualcosa che mi farà sentire il Salone un po' meno lontano.
La casa numero 3, è l'ultima fatica realizzata da Felipe Assadi e Francisca Pulido.

Una canzone che mi facevano cantare da bambina all'asilo faceva più o meno così:
“Il saggio sulla roccia ha fatto la sua casa (3 v.),
e la tempesta arrivava.
La pioggia cadeva, il vento soffiava (3 v.)
e la sua casa resisteva.â€
E mi piace pensare che loro se la canticchiavano (magari pure in italiano, perchè no?), mentre dal progetto passavano al plastico, si bevevano un caffè e ragionavano su possibili nuove prospettive e idee da sviluppare. Poi da lì forse l'idea che “SULLA pietraâ€, poteva anche evolversi in “dentro la pietraâ€, per limitarne l'invasività, non togliere respiro e profondità agli splendidi paesaggi della capitale cilena, produrre bellezza, conservandone parte dell'esistente.

Ecco allora che la Casa numero 3 nasce sotto pelle. Ma nasce comunque con l'idea di creare un Habitat luminoso ed accogliente: ed il tetto-parcheggio puntinato da aperture rotonde che si spingono su tutta la superficie della casa e che integrano l'illuminazione artificiale, ne è la riprova.
Un incrocio dunque tra la casa e la caverna: capace di rivisitare la natura stessa, snocciolandone nuovi significati.

Che altro dire? Il Cile mi ha sempre affascinato.
Ora ho un nuovo motivo per visitarlo.
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categoria: arte, turisti per caso

martedì, 15 aprile 2008

le regine del tua culpa

Oggi un amico mi ha consigliato di ascoltare una canzone di De Andrè. L'ho trovata densa e melanconica, struggente e accanita. Decido allora che gli ultimi due post non abbiano parole mie, ma siano dedicati a chi ha avuto parole e versi di straniante rispondenza al reale.
Perchè l'intellettuale oggi credo debba essere chi non ha la lingua "allenata a battere il tamburo". L'intellettuale sa essere fuori dal coro, sa - e deve poter - raccontare, analizzare, sporcarsi le mani e giocare con le mille realtà possibili.

E mentre scrivo, la ascolto di nuovo.
Ancora una volta.

La Domenica delle Salme

Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggia Milano
non fu difficile seguirlo

il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento

riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento

I Polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare

i trafficanti di saponette
mettevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
ne era dispensato nel novantuno

la scimmia del quarto Reich
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutto il culo

la piramide di Cheope
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista

La domenica delle salme
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava le strade
la domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del ‘’tua culpa’’
affollarono i parrucchieri

Nell’assolata galera patria
il secondo secondino
disse a ‘’Baffi di Sego’’ che era il primo
si può fare domani sul far del mattino
e furono inviati messi
fanti cavalli cani ed un somaro
ad annunciare l’amputazione della gamba
di Renato Curcio
il carbonaro

il ministro dei temporali
in un tripudio di tromboni
auspicava democrazia
con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni
voglio vivere in una città
dove all’ora dell’aperitivo
non ci siano spargimenti di sangue
o di detersivo
a tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perché avevamo un cannone nel cortile

La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale
la domenica delle salme
si sentiva cantare
quant’è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare

Gli ultimi viandanti
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz’oretta
poi ci mandarono a cagare
voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l’Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avete voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo

La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c’erano i segni
di una pace terrificante
mentre il cuore d’Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta
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Utente: betazed
un condominio abitato da una moltidudine eterogenea di esserini: la signora bigotta del piano terra, il gruppo di studenti universitari del seminterrato, la famigliola con prole...un microcosmo in divenire, con un appartamento sfitto


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