Rimaneggio vecchie ricordi.
li sfoglio con Desire's Only Fling. Dopo serate dense di parole da sciogliere nel calice...Stasera resto.
Ferma.
Una ataraxia.
O forse polimaterica opera di sovrapposizioni di acrilici, sabbie di oro ed argenti e ancora fotografie come prigionie volute.
piani inclinati, accellarazione di gravità e conservazione dell'energia. In un Labirinto di Meride, perdo il senso del cercato e mi spingo oltre.
un ensemble di citazioni ossesive di van Eyck, Guttuso, Goya.
Un innesto instabile di giochi calligrafichi.
Penso a quanto c'è di vissuto.
di scelto.
di amore.
di rabbia.
di significazione.
Penso a quanto c'è di me.
Penso a quanta più fascinazione c'è in quel che viene sottratto più che in quel che viene aggiunto.
A grande richiesta la bibliomanzia per tutte le femminucce che devono
capire se il loro uomo è un bronzo di riace, un Obi-Wan Cenobi o un
Eros di Canova.
Le regole, anche per noi donzelle, restano le stesse: prendete tra le
mani il vostro reperto e cominciate a sfogliarlo, facendo attenzione
alla sottolineature, alla natura di reperti organici - e non -
attaccati sulla copertina, ai geroglifici ittiti al margine, al codice
morse che segue l'andatura delle note a piè pagina. Le varianti anche
qui sono pressoché infinite, ma è possibile raggrupparle in alcune
macro-famiglie.
Variante 1. In casa del vostro lui trovate solo libri immacolati che
fan bella mostra sulla libreria. Da brave Margot (avete visto Lupin III,
vero?) dovrete essere scaltre e attente. Non lasciatevi abbindolare
dalla storia del “"questi sono i libri che devo ancora leggere, quelli
che ho letto li ho portati a casa dei miei!".
A) Ricordategli che lui vive ancora con i suoi;
B) provate a chiedergli se si ricorda di almeno una trama di quei libri
che dichiara di aver GIA' letto (non fa testo se si ricorda i Promessi
sposi e/o la Divina Commedia: quelli li abbiamo studiati tutti nelle
sintesi della secchiona della classe!)
C) Aprite la prima pagina e verificate che non ci sia una dedica
mielosa di almeno un decennio fa , firmata
DolcementeTuaMariaFrancaLuisellaMariantoniettaLauraMartinaTrottolinoAmo
rosoDuDuDaDaDaaaaaaaa. Se così fosse, infatti, siete legittimate ad
alzare al cielo il vostro grido di guerra (ai giorni nostri:"Tana
Libera Tutti"). Il vostro uomo sta barando. La verità è che li ha
parcheggiati lì solo nell'evenienza che riesca a circuire nuovamente
la suddetta pulzella e possa dimostrare di avere ancora il ricordo "di
quel dì di festa quend'ella glielo porse in dono".
Se il vostro uomo risponde a questa tipologia, bando alle ciance:
fuggite a gambe levate e, se sulla libreria avete puntato qualcosa di
interessante, ficcatevelo in borsa senza batter ciglio. Niente paura:
non si accorgerà mai che manca qualcosa.
Variante 2. Il libro presenta una folta schiera di simboli fallici di
dimensioni differenti, con orientamenti più o meno simmetrici al
testo. Non illudetevi dunque che come la rucola selvatica che cresceva
spontanea intorno alle statue che raffiguravano simboli fallici in
onore di Priapo, figlio di Venere, i testi del vostro uomo rievochino
spontaneamente tale passato mitologico. Certo forse egli crede ancora
che l'esaltazione dell'immagine possieda poteri magici in grado di
trasmettere una prorompente carica erotica, ma questo lo dovrebbe
dimostrare in altra sede e non con i libri nel suo studio.
Variante 3. sembrerebbe di trovarsi innanzi al vaso di Pandora. Basta
smuoverlo un po'’e le pagine lasciano trasudaredi tutto. Ogni spazio libero è poi completamente infarcito di formazioni di Fantacalcio e come
segnalibro sono state utilizzate delle catine (qua e la si trovano anche tracce di tabacco). Il soggetto non merita seconde possibilità . Trattasi di umanoide non capace di identificare il giusto tempo per le cose:
potrebbe chiudersi nel suo studio a lavorare, mentre voi chiacchierate tranquillamente con i suoi amici che lui ha invitato per cena, potrebbe chiedervi il codice IBAN mentre amoreggiate con lui sulla lavatrice in centrifuga, potrebbe scrivere un poemetto lirico mentre vostro figlio schaimazza perchè si sta ustionando con il latte bollente. Un consiglio: mentre è chiuso nel suo studio a lavorare, selezionate uno dei suoi amici ed eleggetelo a vostro legittimo amante.
Variante 4. Ci son pagine che posseggono il cromatismo e l'irruenta passionalità del miglior Basquiat e capitoli interi che sembrano non letti. Siete incappati nel peggiore della specie di Homo Erectus. Trattasi di specie animale capace di grosse passione e slanci, così come di profondi abbandoni. Siete necessarie e vitali fino alla fine del paragrafo, ma non vi si garantisce, l'accompagnamento neanche fino a chiusura capitolo. Vi potrebbe dichiarare il suo amore nel tempo di una cena e sparire un attimo dopo recitando il "vado di sotto a prendere le sigarette". Insomma se speravate nel brillocco al dito…scordatelo. Se cercavate un buon amante (visto che tanto il brilocco lo avete già )…buon divertimento!
Variante 5. Le pagine hanno leggere annotazioni al margine,
sottolineature violente ed altre maggiormente sofisticate. Come
segnalibro il biglietto del vostro regalo di Natale. Volete sapere
cosa ne penso? Il vostro “lui” è un gran “"parakulo": aveva letto
questo post e si era preparato alla vostra irruzione in casa convinto
di far bella figura. In fondo però quel biglietto - messo lì per
l'occorrenza - lo aveva conservato sul serio. A noi donnine, in fondo,
basta questo. Basta che lui sappia riconoscere che dietro un grande
uomo c'è sempre una grande donna...per renderci sicure, serene. Iniziate a preparare le partecipazioni!!!Auguri e figli...lettori!
Ps) avrete notato che le varianti sono in numero inferiore a quelle del
popolo femminile. Ma questo sembra ovvio: in fondo gli uomini hanno
ragione quando dicono di esser più semplici (banali?).
Sofisticate mani affusolate e dense occupate in interminabili partite a mahjongi, affumicati sguardi liquidi e profondi, l'efficace ricostruzione storica della Cina occupata dai Giapponesi, la seta che scolpisce fianchi e personaggi di fascinosa contraddizione. Animi rispondenti al reale grazie a spazi vuoti e gratuiti errori, grazie alla difficoltà totalmente umana nel volere adattare il sentimento all'ideale.
Il dramma, lo sfogo e la passione si solidificano in lacrime, parole e coreografiche scene di sesso.
I 157 minuti potevano esser troppi per descrivere una seduzione ed un tradimento, eppure non stancano.
Sono minuti privi di sentimenti languidi e stucchevoli, sono minuti in cui l'ambiguità la si può toccare nei gesti, sono minuti in cui l'ossimoro del reale si costruisce e ripete negli atti elegantemente convulsi di Wang Jazhi, sono minuti in cui si crea un climax ascendente di pathos (nell'accezione etimologica della parola), sono minuti di un torbido e profondissimo sentimento, sono minuti di ambiguo abbandono...
I 157 minuti potevano essere troppi. Ma li ho succhiati fino ai titoli di coda, io.
Dall'archivio di Guido Vitiello rubo uno stralcio di toccante ironia bibliofila.
Bibliomanzia: trovate l'anima gemella!
Alcuni ricorderanno la candida e disperata domanda che Sigmund Freud rivolse un giorno a Marie Bonaparte: Was will eine Frau eigentlich?, ovvero: cosa diavolo vogliono le donne? Dopo trent'anni passati a curare isteriche, il pover'uomo era da capo a dodici. E io, assai più modestamente, con lui. Non aspettatevi dunque risposte al Grande Enigma. Ho però escogitato un metodo, una novissima scienza applicata che ho battezzato per l'occasione Ars Magna Bibliomantiae, ovvero: come capire se una ragazza fa per voi dal modo in cui sottolinea i libri (per le lettrici, può essere un utile strumento di autoanalisi).
Malgrado il nome un po' pomposo da pratica divinatoria, si tratta in realtà di una scienza empirica rigidamente comportamentista: suggellata ormai la resa freudiana, e assodato che la mente femminile è una black box imperscrutabile come quella di Ustica, non resta che affidarsi ai segnali emessi all'esterno, e cercare di decifrare quelli.
Supponiamo che abbiate applicato al meglio i miei consigli per rimorchiare ispirati al De vinculis in genere (1591) di Giordano Bruno, e che con l'arte arcana delle ligature siate riusciti a conquistare la vostra preda. Non vi abbandonate anzitempo alle smancerie, non abbiate l'imprudenza di consegnarle a scatola chiusa il vostro cuore. Chiedetele di prestarvi un libro, un libro che sia stato importante nella sua vita e nella sua formazione umana. Riponetelo allora in una guaina di plastica trasparente con la stampigliatura Reperto n°1, nella migliore tradizione della polizia scientifica.
La bibliomanzia si applica prescindendo dal contenuto del libro: rispetto a quest'ultimo praticate la più rigorosa epoché, mettetelo tra parentesi. Certo, il precetto va applicato cum grano salis: se il volume in questione è Elementi di chirurgia oro-maxillo-facciale II, oppure Mortal sospiro: i dodici passi per vincere l'alitosi o peggio L'agenda casa di Suor Germana 2000 (con lo speciale giubilare: le crostate dell'indulgenza plenaria) non vale la pena procedere oltre con l'esame.
Prendete dunque tra le mani il vostro reperto e cominciate a sfogliarlo, facendo attenzione alla presenza e al modo delle sottolineature. Le varianti sono pressoché infinite, ma è possibile raggrupparle in alcune macro-famiglie.
Variante 1. Il libro appare intonso: non c'è traccia di sottolineature, e perfino il dorso non presenta segni d'uso. La bibliomanzia offre due possibili interpretazioni.
1a. Non lo ha letto, anzi non lo ha nemmeno aperto. È una bas-bleu che vuole far colpo su di voi pavoneggiandosi con la Hilarotragoedia di Giorgio Manganelli, Dissipatio H.G. di Guido Morselli o altro libro Adelphi dal titolo gradasso e cervellotico, comprato nella libreria sotto casa vostra poco prima di citofonare.
1b. Lo ha letto, ma con tale cura feticistica che si è portati a credere che abbia usato dei guanti sterilizzati. La bibliomanzia non ha tentennamenti in proposito: è frigida.
In entrambi i casi, con garbo, mettetela alla porta.
Variante 2. Il libro è integralmente sottolineato, e quando dico integralmente intendo che all'incirca ogni parola è stata ritenuta meritevole di una speciale evidenza. Consistendo l'intelligenza umana principalmente nella facoltà di operare scelte ed estrarre fili dalla gran matassa del mondo, non ci sono dubbi: è deficiente. Accompagnatela gentilmente all'uscio, e non invitatela più nemmeno per prendere un gelato perché avete la certezza matematica che se lo pianterà in fronte con un sorriso gongolante.
Variante 3. Più che sottolineature, il libro presenta un cifrario arcano di girigogoli, punti esclamativi insistiti, parole in maiuscolo da cui promana un'aura di rivelazione grandiosa e fatale. Ora, mi direte che anche in certi tardi frammenti di Nietzsche si trovano di queste cose; ma appunto, di lì a poco lo avrebbero rinchiuso nel manicomio di Jena, dove il suo passatempo preferito sarebbe diventato quello di imbrattarsi con i suoi escrementi. Direi che, anche senza arrivare a questi casi estremi (l'equivalente letterario è la Clarisse di Musil) la vostra preda potrebbe essere affetta da una pericolosa forma di bovarismo, o vita surrogata: in particolare, se a bordo pagina trovate annotazioni come "SI'! SI'!!! SI'!!!!" e altre esclamazioni di giubilo che suonerebbero più appropriate nell'atto amoroso che non nella lettura, potete concluderne che la giovane in questione vive in un similmondo di gratificazioni allucinatorie. Avete trovato una lettrice multiorgasmica, ma per vostra sfortuna non siete un libro.
Variante 4. Il libro è sottolineato con righello, squadra, goniometro o quant'altro. In merito la bibliomanzia offre una diagnosi semplice e inappellabile: si tratta di un caso di nevrosi ossessiva accompagnata da una tendenza paranoide all'ipercontrollo. La vostra candidata vive rinchiusa nella sua mente, una mente anelastica e impermeabile ai segnali che provengono dal mondo. Adotta il "metodo università " con qualunque libro, che è un po' come dire "siccome ho imparato a usare l'apriscatole per aprire i pelati, ora lo utilizzerò anche per tagliare il pane, suonare l'arpa e farmi i ricci ai capelli". Farebbe lo stesso con voi, e tanto per dirne una passerebbe ogni vostra frase smancerosa al vaglio del neopositivismo logico: se provate a chiamarla "dolce passerotto", vi obietterà che secondo Carnap trattasi di un enunciato logicamente inconsistente. Fuggite a gambe levate.
Variante 5. Il libro presenta sottolineature a penna e/o a pennarello. Allarme rosso: una donna capace di posare la punta di una penna a sfera su un libro è capace di qualunque crimine. Non restituiteglielo a nessun costo, piuttosto affidatelo a un orfanotrofio o alle orsoline, e cercate di mettere in salvo anche gli altri sventurati ospiti del suo scaffale.
Variante 6. Il libro mostra i segni di una lettura viscerale e tempestosa: è tutto gualcito, i segni a matita sono disordinati e coprono parte del testo, gli angoli delle pagine sono ripiegati, a pag. 27 c'è un insetto spiaccicato, a pag. 80 uno scontrino del bar "La bodeguita", a pag. 162 il pesto alla genovese rende illeggibili due paragrafi, le ultime trenta pagine sono curiosamente bombate perché sono chissà come finite in acqua e poi riasciugate. Se lo sgrullate, ne usciranno granelli di sabbia, fiori secchi, peli di gatto e forse i resti essiccati di un supplì. Che dire? Vi siete imbattuti in una passionale, con un sincero amore per la lettura. Sperate che tratti voi come ha trattato il suo libro, ma fate in modo di tenerla lontana anni luce dalla vostra biblioteca.
Variante 7. Il libro ha segni di sottolineatura miti e giudiziosi: righe verticali appena accennate a fianco dei paragrafi interessanti, labili segni di matita qua e là , annotazioni discrete da cui si evince una mente duttile e ricettiva, un criterio di lettura e un rispetto dell'oggetto-libro che potrebbe indicare un atteggiamento simile nei confronti degli esseri non rilegati presenti in natura, tra cui voi. Congratulazioni! Convolate a nozze, e moltiplicatevi.
P.S. Immagino cosa avrete da obiettare: perché la mia compagna deve per forza essere una lettrice? Ci risiamo, con la storia della playmate californiana che dopo aver posato per Mondo Fitness si ritempra tra le braccia dell'uomo di lettere. All'infuori di certi B-movie americani esplicitamente pensati per consolare i nerd, un simile personaggio semplicemente non esiste.
Se il buon giorno si vede dal mattino...
un buon anno si vede dal Gennaio che vivi.
facciamo qualche bilancio alla Hornby:
2 litri di olio già utilizzati;
2 fabrianesi che prendono un treno, pranzano con me durante la pausa lavorativa e ripartono;
5 cene a casa mia negli ultimi 5 giorni;
2 appuntamenti dall'estetista;
1 mancato dal dentista;
1 lettura in feltrinelli (ed il loro ingaggio di ieri sera!);
3 libri già letti sulla mia scrivania ed uno nella borsa;
seppie, polpi stringa, totani per un totale di circa gr. 700 da pulire
1 moleskine ancora da comprare + 1 da regalare...per un totale di 2;
492 sempre da prendere;
15 litri di vino circa;
2 locali nuovi scoperti;
1 donazione di sangue mancata;
201 case di moda contattate;
1 scottatura con la crema pasticcera;
17 punti nel mega partitone di "paroliere" a casa mia;
4 persone nuove conosciute;
0 ricariche del telefono;
1 trasferta mancata a milano;
8 post;
23 giorni piacevolissime...a conti fatti.
Amai teneramente dei dolcissimi amanti
senza che essi sapessero mai nulla.
E su questi intessei tele di ragno
e fui preda della mia stessa materia.
In me l’anima c’era della meretrice
della santa della sanguinaria e dell’ipocrita.
Molti diedero al mio modo di vivere un nome
e fui soltanto un’isterica.
- A. Merini -
Gironzolando tra i blog ne ho trovato uno dove si trovavano vantaggi e svantaggi del vivere tra due città come Roma e Milano.
Io ho vissuto in entrambe. Aggiungo a questa anche Perugia. E ometto le altre perchè NP nella mia personale classifica.
Insomma ragioniamo un po':
A Perugia c'è S.Ercolano (e le sue scalette micidiali!), a milano c'è solo la madunin...a roma c'è tutta città del vaticano; +1 per roma
a Milano c'è il Milan, a Perugia il Perugia, a Roma - a buona evidenza - la Roma! +1 per Milano
a milano c'è l'aperitivo del venerdì, a roma due stuzzichini non te li nega mai nessuno, a perugia c'è Alan aperto a tutte le ore per qualsiasi evenienza (qualcuno ricorderà la mia richiesta di qualcosa per le scottature!!!) +1 per perugia
A perugia giri a piedi, a milano sempre in metro, a roma se prendi la B... all'uscita ti devono sterilizzare! +1 per Perugia
A Milano si chiamano tutti il Giampy, la Sampy, il Sammy, la Giuly, a Perugia il frego/la frega, a roma se passi e non ti dicono "aaaaaaaaah belllà à à à "...preoccupati! + 1 Roma
A perugia non ti dai appuntamenti (tanto ci si vede alle Scalette), a Roma te lo puoi anche dare ma nessuno li rispetta, a Milano se dici alle 15...alle 14:50 si è già tutti sul posto! +1 per Milano
per un milanese il massimo del romanticismo è portarti ai navigli, per un perugino al Tempietto...ma questi, ci son mai stati al Gianicolo? oserei un +2 per Roma
A Milano mangi la cotoletta, a Perugia la torta al testo, a Roma i bucatini! +1 per Roma
a Milano hanno parco Sempione, a Perugia i Giardini del Forntone, a Roma Parco Sempione non lo si considererebbe un Parco, i giardini del Frontone non li conoscono e il parco lo si sceglie al mattino a seconda della gradazione di verde che più si accosta alle condizioni emotive del momento! + 1 per Roma
a Milano hanno i pullman aziendali, a perugia l'azienda ce l'hai sotto casa, a Roma se non inquiniamo tutti insieme appassionatamente non siamo felici; + 1 per Perugia
A roma c'è il mare, a Milano l'idroscalo, a perugia nessuno dei due...+1 per roma
a roma per fare una riunione ci si organizza in sala riunioni, a perugia si va a cena fuori, a milano ci si organizza per un NETmeeting! +1 per Perugia
a Milano c'è il Salone Internazionale del Mobile, a Perugia c'è l'Umbria jazz, a Roma c'è Più libri più liberi! +1 per tutte
a Milano non c'è mai il sole, perugia non hai le mezze stagioni...a Roma Rino cantava "il cielo è seeeempre più blu!!!" + 1 Roma
a Milano se non prendi uno Spriz sei fuori, nèèè!, a Roma lo Spriz non sanno cos'è, a Perugia neanche...ma ci si prova a farlo giusto per il gusto di andare a casa sborni! + 1 per Perugia
a Milano si fa la raccolta differenziata all'interno dei condominii, a roma di differenziato ci sono solo i cassonetti, a Perugia manco tanto quelli! + 2 per Milano
a conti fatti...sto bene qua!
leggevo solo qualche giorno fa che in media ogni uomo cambia 11 case nella vita.
Io sono palesemente fuori media. tra qualche mese mi appresterò all'ennesimo trasloco...il primo del 2008, non l'ultimo della mia vita. Credo.
Vivo nomade, colleziono spazzolini, conservo lettere, distribuisco ricette, srotolo vite.
Vivo nomade. sulle spalle lo zaino, il cappuccio premurosamente infilato, nella testa il Claire de Lune di Debussy.
di passaggio in ogni luogo segno il percorso sulla mappa. Per un ritorno, un messaggio nella bottiglia, una caccia al tesoro.
Vivo nomade, ma tendo all'equilibrio.
In bilico sul filo senza saper star ferma.
legami. Se puoi.
nella vita precedente credo di esser stata un cartone animato.
Che so Winnie the Pooh, Mark Lenders, Chobin, l'ape maya, Pollon (la mia preferita!), daitan 3, Hello Spank (no! quello era veramente di una tristezza inenarrabile! Quando poi urlava "Hiaia"...da spegnere la tv ed andare a giocare con i mini pony o fagocitarlo con il Crystal Ball!)
che ne so magari vivevo a Pufflandia o nella casa di marzapane di Hansel & Gretel o nel Boschetto della mia Fantasia con il vitello dai piedi tonnati.
La verità è che orami da anni ho perso la sana abitudine di accompagnare i pulzelli ai campi estivi...e con quella sana abitudine credevo di aver perso dimistichezza anche con il piacere del gioco.
Pensavo di essere irrimediabilmente grande.
Irrimediabilmente troppo grande per prendermi gioco della mia stessa schiva serietà .
Irrimendiabilmente cresciuta tanto da non esser più nella condizione di smetterla di credermi cresciuta.
E poi una lettura per bambini in Feltrinelli, i capelli raccolti in due treccine, trucco sulle labbra e le guance modello Barby-si-incontra-con-ken, vestito di seta morbibissimo sulle tonalità del giallo...
e son caduta in una forma di trance.
Ricordo vagamente di essermi seduta a gambe incrociate sul marmo, di aver fatto un salto su uno sgabello, di aver portato sulle spalle Ussy, di aver ballato con il sottofondo di Morricone...
ricordo vagamente chi c'era.
ricordo vagamente che mi son divertita.
Su Internazionale la classifica annuale dei libri. ovvio che mi senta un po' frastornata, perchè la metà (ma magari solo la metà !), non li ho letti.
Mentre dunque mi rimprovero per il sempre troppo poco letto, aspetto di vedere le vostre classifiche ed intanto io oggi medito la mia.
Top Five - Narrativa
1. Michel Butor, L’Emploi du Temps
(Il miglior libro di uno scrittore quasi dimenticato, in via di riscoperta)
2. Jonathan Littell, Le Benevole
Forse non è il capolavoro che si dice, ma tanto di cappello)
3. Cameron McCabe, The Face on the Cutting-Room Floor
(Vi immaginate James Joyce che scrive un giallo hard-boiled? Eccolo…)
4. Aharon Appelfeld, Badenheim 1939
(…e vi immaginate un libro di quasi-fantascienza sulla deportazione? Eccolo!)
5. Leonardo Sciascia, Candido ovvero Un sogno fatto in Sicilia
(Così, grosso modo, mi piacerebbe scrivere – se solo fossi in grado)
Top Five - Saggistica
1. René Girard, Shakespeare. Il teatro dell’invidia
(Arbitrario e straordinario come sempre. Ora mi dedico al libro su Clausewitz…)
2. Gary Weissman, Fantasies of Witnessing. Postwar Efforts to Experience the Holocaust
(Dopo anni, il primo libro davvero originale sulla memoria di Auschwitz)
3. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica
(Un po’ di sana Ellade barbarica, in un libro titanico e smisurato come quelli di Girard)
4. Ernesto De Martino, Sud e magia
(Che dire? A volte mi chiedo perché non leggo solo classici…)
5. Jacobo Machover, La face cachée du Che
(L’unico buon libro su Che Guevara, o quasi, uscito per il quarantennale)
La lista nera, o Bottom Five, in ordine sparso
1. Peter Handke, L’ambulante
(Romanzo metaletterario cervellotico e pretenzioso su un genere – il giallo – che l’autore evidentemente ignora. Una noia mortale)
2. Imre Kertész, Roman policier
(Pare sia uscito adesso in italiano. Brutto, brutto, brutto. E soprattutto, non è un romanzo poliziesco)
3. Hans Magnus Enzensberger, Il perdente radicale
(Se ci si libera dalla soggezione della grande firma, ci si accorge che il re è nudo: un pamphlet infarcito di trivialità , rozzi schematismi e cose arcinote da decenni)
4. Giulietto Chiesa, Zero. Perchè la versione ufficiale sull’11/9 è un falso
(Un affronto di trecento pagine alla decenza giornalistica e al buon uso della ragione)
5. Kriss Ravetto, The Unmaking of Fascist Aesthetics
(Incredibile come anche l’argomento più interessante – nella fattispecie, l’erotizzazione del fascismo e del nazismo nel cinema – possa diventare insulso in mani postmoderniste, tra Lacan, i gender studies e il decostruzionismo…)