Partiamo da una costatazione…fino a pagina 205 è brillante, cinico, sarcastico, brioso…manca dello stesso stile per le ultime trenta pagine…ed è un peccato, perché se avesse mantenuto la stessa rotta sarebbe stato un bignami di piacevolezza, un gioiello di immaginazione…belle le immagini che evoca, le parole non troppo ruffiane, il ritratto di una alterità sempre mostruosa ed affascinante. Leggendolo poi mi è capitato di avere il dubbio che quello fosse un mio manoscritto trafugato: troppe le analogie con la mia vita e con i miei detti comuni.
Esempi utili:
• “Così Ulisse si rese conto che le vocine litigiose erano di due creature diciamo così suoi condomini o parassiti o simbionti”…SBALORDISCO NEL SENTIR NOMINARE IL MIO CONDOMINIO. E SOBBALZA ANCHE LA SIGNORA BIGOTTA DEL PIANO TERRA, LA BIODONA DELL’ATTICO, IL GRUPPO DI STUDENTI DEL PIANO INTERRATO E QUANTO ALTRO VI E’ DENTRO (SOBBALZANO INTERE “RIUNIONI CONDOMINIALI”: QUELLE CHE INDICO OGNIQUALVOLTA DEVO PRENDERE UNA DECISIONE!!!?)
• “Pilar, Pilar fiore latino rorido di nebbia Padana”…IL VERO FIORE LATINO RORIDO DI NEBBIA PADANA ERA LA BETAZEDSCURETTA (altro che Pilar!)…SCHIARITA TRA LA NEBBIA DEL NORD FINO A QUALCHE MESE FA
• “troppo schivo, troppo selettivo: non è uno scrittore, è un prefisso”…DICO SPESSO DI RIFUGIARMI NELLA MIA BOLLA DI SAPONE O NELLO SCATOLINO DI VERGHIANA MEMORIA …QUELLA DEL PREFISSO E’ LA TIPICA METAFORA CHE AVREI VOLUTO INVENTARE IO!!!
• “due spalle bellissime, olivastre”…CHI MI CONOSCE, SA BENE GLI ANEDDOTI CHE MI LEGANO ALLA PAROLA “OLIVASTRO” (un giorno aggiungerò una tag apposita per spiegarlo ai fedelissimi del mio CiccioBelloBlog!)
• Nelle liste di cose stupide che fanno star male, Ulisse mette “il sole che va via da dove sei seduto”…IO QUESTO LO METTEREI AL PRIMO POSTO!
Queste solo alcune delle assonanze che ho trovato tra il libro ed il mio mondo…queste le cose che mi hanno fatto sorridere e mettere l’ennesima “orecchietta” sull’ennesimo libro.
Uno special thanks a Istrice&Frengo che me lo hanno regalato…
Torno da un giro in moto, ora.
Non mi chiedo più quale fosse il nome del posto in cui mi son ritrovata a mangiare, non più il significato di quel viaggio, il senso di quell'incontro che mi ha portato fino a qui, cosa ricorderò domani di questo folle sobbalzo in età adolescenziale.
Ora, il tempo è crepaccio che precipita, aria limpida e rarefatta. Una trasmigrazione lenta e composta di stati d'animo, un incalzante incedere di emozioni, l'incessante timore della parabola del salto, l'incoscienza del volo.
Canticchio “maremaremare, ma che voglia di arrivare lì, da te, da te”, mentre con una Pegeout quasi nuova mi dirigo verso un luogo atto a mostrar le mie “chiappe chiare”. L’idea non è delle più originali e non fatico a trovare degli umanoidi con idee simili alle mie (a volte succede anche questo!). Tutti con il piede sulla frizione, il finestrino abbassato, lo smog che sale fino al principio del setto nasale, il clacson a portata di pollice opponibile (l’avranno poi mica inventato per qualcosaltro?). Io sono in auto con Doctor House che discute al telefono con il suo compagnoragazzofidanzato o non so cos’altro.
Rosso.
Toccante vedere come l’Ancoraancoraancora di Mina, proveniente, senza limite di decibel, dalla nostra auto, abbia creato uno strano ripetersi in canone. Auto che in coda ad un semaforo fanno da cassa di risonanza alla medesima canzone con tempi e tonalità diverse: tutti lì, fermi a canticchiare, sbirciando ed accordandosi alle altre voci. Mi guardo attorno e sorrido. Sorride anche il finanziere che aspetta il verde affiancato alla nostra auto. Sorride sentendo questa versione corale di “ancoraancoraancora” o nel guardare Doctor House che parla al telefono, al posto di guida, senza auricolare. Ma non m’importa: lui sorride. Ed io rifletto il suo Mentadentico sorriso.
Verde.
Ognuno si riappropria della propria strada e della propria meta. Ma i visi divenuti ormai familiari nel tempo di un semaforo si cercano e ritrovano rincorrendosi fino al prossimo stop. Il viso familiare del finanziere resta sorridente per qualche altro semaforo…ed io con lui. Poi abbassa il finestrino e ci intima di accostare. Immagino non vogliano chiederci di prestar loro il cd di Mina; immagino punti e patente, immagino temporali, fulmini e saette; immagino le mie “chiappe chiare” restar tali; immagino che la discussione telefonica in atto e interrotta bruscamente, farà successivamente leva anche su questo aneddoto; immagino…mentre accostiamo e mentre il finanziere mi nasconde il suo sorriso Mentadentico. Al nostro dichiarar che si cercavano informazioni telefoniche perché non siamo del posto, lui ci sconvolge con un atto di altruismo e nobiltà . Ci invita a seguirlo. Lui è di strada: ci guida lui in direzione-mare. Scortiamo l’auto sfrecciante della guardia di finanza che si fa spazio nel traffico. Arriviamo dunque a mostrar le “chiappe chiare”, avendo allungato un po’ la strada (noi in realtà ne sapevamo una più breve e senza prender l’autostrada!), ma con la sensazione che la giornata non sarà tra quelle archiviate senza nota.
VENERDI':
Di serate così non si è mai troppo ridondanti.
Passano come passano le estati. Passano e rammarichi del dover mettere via il doposole, le foto della vacanza a Berlino, il condizionatore, la bicicletta, l’infradito e la tariffa telefonica estiva. Passano, ma non passa la voglia di ripeterle, riviverle, riappropriarsene.
Della serata di venerdì ignoravo meta e tre quarti della combriccola che avrebbe diviso con me una panda verde mela, qualche chilometro, le ore successive...
La cosa mancava di disturbarmi, sapeva incuriosirmi.
Curiosità cresciuta nel ritrovarmi in un Casale, all’interno di una riserva naturale nel cuore del cuore d’Italia.
Concerto musicale, odore di bruschette, color luppolo ad invadere mani e fegato, mostra di fumetti e fumi ad ode del nerocielocenerebluprussia, istallazioni di arte contemporanea, esalazioni di vini da un rugoso torchio di legno morbido e sensuale, parole antiche lapidate e parole nuove a giustificazione di ciò che resta (quando resta).
Sorpresa mi scopro a ballare, lasciando cadere inibizioni, lasciando alzare sabbia e polvere, lasciando che la danza tribale riavesse corso e tempo.
Lì, per il tempo di un attimo.
Per il tempo di una estate.
Estate passata, che resta al tempo presente.
Questa è una di quelle giornate in cui il mio oroscopo avrebbe potuto prevedere catastrofi e ormoni a caduta libera su di me.
1) Esco di casa per andare nel mio "pozzo di idee e soldoni". Tutto sembra tranquillo. Ad un tratto vedo un tipo con un furgoncino bianco. Sterza, sgrana gli occhi e frena.
Penso: cavolo, sta mattina mi devo esser messa proprio carina. La verità è che quella messa proprio carina, stava finendo sotto il suddetto furgoncino bianco. Causa: calpestamento di spazio dedicato al parcheggio. Il tipo non avrebbe neanche saputo dire se ero bionda o mora. Non mi aveva assolutamente visto. In compenso il parcheggio, quello sì.
2) Intorno alle 11 esco per andare a prendere dei faldoni in un negozio di articoli da ufficio. Dietro al bancone un omino sulla cinquantina che alla mia richiesta esordisce: "se avessi qualche anno in meno...altro che faldone!". Resto senza parole. Forse quasi meglio non essere notata e finire schiacciata e commemorata su qualche necrologio: PEDONE CONVINTO DI ESSER MESSO PROPRIO CARINO, SI SPALMA SULL'ASFALTO ROVENTE, PARCHEGGIANDOSI SOTTO UN FURGONCINO BIANCO. IL GUIDADORE DICHAIRA DI NON AVERLA NOTATA PRIMA.
3) Esco mezz'ora fa dal "pozzo di idee e soldoni". Aspetto il 280 per tornare a casa. Mentre sono alla fermata un tipo passa e mi guarda. Penso: cavolo, dopo una full immersion a lavoro devo avere una immagine colta, intlletualoide e professionale. Cinque minuti dopo sono ancora alla fermata (ma il 280 non dovrebbe passare ogni 3 minuti?) e il tipo passa nel senso inverso e mi guarda di nuovo. Penso: questa volta non mi son sbagliata. Non sono su di un parcheggio e lui è a piedi, almeno quanto me. Sbalordisco poi nel sentirgli emettere anche un fischio. Penso: cavolo, è un Homo sapiens sapiens se è capace anche di fischiare! Non finisco di pensare questa cosa che l'ominide torna a stupirmi proferendo anche parola: "Io lo so come ti metterei a letto".
Avrei preferito non parlasse.
Auspico un ritorno ai vecchi metodi di corteggiaento...
Sepe canta "lavorare con lentezza, la salute non ha prezzo, quindi rallentare il ritmo...".
Sembra essere la colonna sonora di queste mie ore lavorative.
Ma in fondo quando:
1) il pc decide di opporsi;
2) il tecnico del telefono riesce, con capacitĂ sovrannaturali, a staccarti fax e stampante, cercando di rendere operativa la tua linea;
3) fuori c'è una afa pazzesca;
4) i tuoi colleghi non sono in ufficio;
5) non hai il tuo portatile per buttare giĂą qualche articolo.
Le soluzioni sono banalmente e solamente 5:
1) il pc decide di opporsi? riprendo carta e penna e metto un po' di musica;
2) il tecnico dei telefono riesce con capacità sovrannaturali a staccarti fax e stampante, cercando di rendere operativa la tua linea? offro un caffè al tecnico e faccio quattro chiacchiere con lui sul traffico romano;
3) fuori c'è una afa pazzesca? apro porte e finestre e lascio che il sole mi si riversi addosso;
4) i tuoi colleghi non sono in ufficio? scendo sotto a mangiare un boccone nella trattoria che puntavo da un po'e aspetto che rientrino;
5) non hai il tuo portatile per buttare giĂą qualche articolo? apro il libro che ho in borsa e mi immergo nella lettura.
In fondo è tutto storto, quando non hai una buona alternativa.
Ma l'alternativa la si può sempre trovare.
Buon lavoro a tutti.
Giornate strane le ultime.
Giornate dove mi son sentite ancora piĂą piena di esserini, musici, saltimbanchi, orchestrina e fuochi d'artificio (quelli che ho visto post estrazione del dente del giudizio!), odore di noccioline (quelle che non ho potuto mangiare ieri durante l'aperitivo, onde evitare di far saltare i 7 punti che ho in bocca!), guizzi e spegnimenti...Tante cose che sono avvenute piĂą dentro che fuori.
Tante cose che son avvenute all'ombra del mio condominio interiore: in un chiacchiericcio che ha coinvolto ognuno di loro e nessuno in particolare. Una narrazione corale, in un caleidoscopico gioco di rimandi.
Ed io lì ad osservare a guardare i mutamenti e gli assetti, le variabili e le circostanze.
Io lì, osservatore di me stesso, scorgevo i profili e le dinamiche.
E poi sorridevo.
Come sorrido ora.
Ci sono delle cose per le quali penso valga la pena di vivere, delle cose capaci di dare significazione, delle cose che hanno una vitalità prodigiosa e demoniaca, delle cose che, con capacità tumorale, sanno annientare ogni cosa rispetto a loro contingente ed insignificante.
Ci sono delle cose che meritano lo stupore e la vertigine.
Per me, la Petit messe solennelle di Puccini e i suoi continui contorcimenti tra il sacro ed il profano; la drammaticità e la profezia di Truffaut in Fahrenheit 451; la sospensione e la delicatezza di Anna Moffo In uomini, in soldati; i vorticosi blu del cielo e i sinuosi gialli dei girasoli di Van Gogh; il piccolo omino con i baffi mentre gioca con il mappamondo ne Il grande dittatore; l'energia e il vigore della chitarra di Satriani; l'abbraccio degli affreschi della Basilica di San Francesco ad Assisi; l'evocatività ed il trasporto di Orwell in 1984, il sole sul mio balcone nei giorni di primavera, il graffio e la forza della voce di Ray Charles; le insinuanti note e l'improvvisazione di kheit Jarret; le maschere egizie di Modigliani ed il suo Nudo sdraiato...
Ci sono cose che lasciano strappi in ognuno, come tele di Fontana.
Strappi e visioni...rinnovate ad ogni incontro.
Approfitto dell'accondiscendenza del mio CiccioBelloBlog per riportare un giochino divertentissimo trovato nel CiccioBelloBlog di OirArtNoc.
Vi aggiungo solo le REGOLE DEL GIOCO e poi vi auguro un buon ascolto:
1. Apri la tua libreria di brani (iTunes, Winamp, Media Player, iPod, etc)
2. Imposta il random
3. Fai partire
4. Per ogni domanda scrivi la canzone che ti è capitata
5. Quando hai una nuova domanda manda avanti
6. Non imbrogliate
...Pronti, via!
Il mio padiglione auricolare ha raccolto quanto segue:
Opening Credits: Satriani – Midnight...se la avessi scelta, forse non avrei saputo far di meglio!
Risveglio: Oi Va Voi – Yesterday’s Mistakes...direi un risveglio criptico. ma a me loro piacciono. Al massimo avrei potuto optare per un Henry Mancini con Moonriver, come preannuncio di "colazione...".
Primo giorno di scuola: Vinicio Capossela – Il Ballo di San Vito. Che dire? prendo le cose con entusiasmo...e mi diverto!
Innamoramento: Royksoop – What Else Is there. Direi che questa me la sarei lasciata per la perdita della verginità. La considero estremamente sensuale...qui mi sarebbe piaciuto che la fatalità scegliesse la canzone del mio primo amore REM - Lusing my religion...
Perdita della verginità: Black Sabbath – Electric Funeral. Non commento!
Scena di una lotta: Mothorhead - Overkill...non male, ma avrei preferito Morricone con "L'Arena" del film Kill Bill
Rottura: Neil Yong – Like a Hurricane. Ogni rotture è come un uragano, per me. Dunque ci può stare. Mi sarebbe piaciuto comunque anche Morricone con Last of the Mohicans
Vita: Daniele Silvestri - Occhi da orientale. Non ci entra nulla, ma questa canzone è carina. Io però avrei messo il colore di Paolo Conte in Via con me (special thanks to OirArtNoc)
Mental Breakdown: Gillian Welch –I want to sing that Rock and Roll. Un po' scanzonata per la situazione...io avrei messo "Alluvione" - Giardini di Mirò
Sottofondo mentre si guida: Reamonn -Supergirl...sicuramente da la giusta carica e la si può canticchiare in maniera scanzonata, ma avrei messo qualcosina di più goliardico alla Antonella Rettore (tipo Kobra)
Flashback: Therapy - Diane. Si ha sicuramente le sensazione del passato, degli slittamenti emotivi dovuti al tempo, ma mi sarebbe piaciuto sentire i Coldplay – In my place.
Ritorno insieme: Depeche Mode –Personal Jesus...più che altro ritorno ai mitici anni Ottanta! Mi sarebbe piaciuto anche sentire con questo sottotitolo i Metallica con Nothing else metters
Matrimonio: Sonic Youth - Sunday. Un matrimonio non lo vedrei con questa marcia nuziale, ma il merito va riconosciuto...Allora al caso aggiungo la il senso contraddittorio, profetico, sfidante, stimolante di un Tom Waits - Temptation
Nascita di tuo figlio: Patty Smith – Because the night. Evento felice, che evoca la notte, una notte primordiale, una notte del concepimento ed una notte in cui tutti siamo stati esseri in potenza...! ci poteva stare anche bene una sonorità alla Alanis Morisette - That would be good
Battaglia finale: Bosanova-Gil-Veloso- Desde que o samba...avrebbe un senso solo ne considero la lunghezza! Io avrei scelto un "Carmina Burana"
Scena della morte: Ramones –Psyco Therapy. Una morte non delle più tranquille...piuttosto consiglierei un Gary Jules - Mad Word
Funeral Song: James Brown - This Is a Man’s word...più che un Funeral Song è una ode finale al mitico James! Non la cambio anche solo per il ricordo di uno dei concerti più belli che ho visto...
Scopro con immenso piacere che il mio CiccioBelloBlog vive sempre più di vita propria. Non sono io a decidere tempi e modi, ma è lui a consentirmi o meno di esprimere e condividere.
La cosa mi lascia perplessa ed orgogliosa.
Il mio esserino sa che, a volte, le parole...vanno ruminate!